La Germani si arrende alla Virtus Bologna
GERMANI BRESCIA 79
VIRTUS OLIDATA BOLOGNA 87
PARZIALI (19-21;18-23;18-25;24-16)
GERMANI BRESCIA: Ivanovic 3, Della Valle 14, Rivers 10, Ndour 11, Bilan 12, Burnell 14, Cournooh 6 Massinburg 6, Mobio 6, Ferrero, Doneda ne, Santinon ne. Allenatore: Matteo Cotelli.
VIRTUS OLIDATA BOLOGNA: Vildoza 9, Edwards 12, Niang 11, Jallow 8, Smailagic 7, Morgan 16, Alston 12, Hackett 8, Diouf 4, Akele, Accorsi ne, Ferrari ne. Allenatore: Dusko Ivanovic.
ARBITRI: Attard, Giovannetti, Borgioni.
Nemmeno il tempo di accomodarsi in tribuna che la VIrtus spinge sopra il pedale dell’acceleratore, grazie alla regia di Vildoza, abile ad orchestrare i compagni di squadra, con Niang e Smailagic a creare grattacapi alla difesa biancoblu, fuori e dentro il pitturato. La Germani, però, rimane applicata provando ad esprimere la propria pallacanestro, soprattutto tramite il rispettivo flusso di gioco offensivo. Della Valle e Bilan, autentico rebus per le Vu Nere, coadiuvati da Rivers tentano di segnare la strada permettendo a Brescia di restare in linea di galleggiamento. Massinburg e Burnell, in uscita dalla panchina, alzano il volume d’intensità in entrambi i fronti del campo e Brescia, alla prima sirena, dopo diversi accorgimenti, rincorre di due lunghezze.
Il secondo quarto è inaugurato da un parziale fulmineo di 0-8 di targa felsinea, trascinati dal talento di Edwards e Morgan, mentre i padroni di casa rimangono fermi al palo. Coach Matteo Cotelli decide di sospendere il tempo nella speranza di invertire la rotta e uscire dalle secche in chiave offensiva. Al ritorno sul parquet la Germani scrive a referto cinque punti consecutivi, tentando di uscire dalla risacca, ma Morgan, uno dei migliori tra le fila ospiti, e Alston cancellano, in un amen, il parziale casalingo di Mobio e Massinburg. Tuttavia Brescia non accusa il colpo e, grazie ai cesti di Rivers e Ndour, bravi ad attaccare la retroguardia dell’Olidata in situazione dinamica, riportano la discrepanza sotto la doppia cifra di ritardo.
La ripresa delle ostilità è spaccato dalla premiata ditta composta da Ndour e Rivers, i quali seguitano martellare il canestro dell’Olidata, tornando a far sentire il fiato sul collo dei diretti concorrenti. Vildoza e Niang cercano di respingere i tentativi velleitari di una Germani che, mediante sacrificio ed unità d’intenti riapre ogni discorso. Edwards decide di salire in cattedra caricandosi sulle spalli i compagni sotto il profilo offensivo, con Brescia che fatica a prendere le misure all’avversario e Bologna, che, invece, seppur sudando, tiene tra le mani un comodo tesoretto. I viaggianti puniscono ogni disattenzione nemica, facendosi trovare più reattivi nella lotta a rimbalzo, dove, forti di maggiore atletismo e fisicità, piegano la resistenza bresciana.
L’ultima frazione vede subito l’Olidata gettare le basi per la fuga decisiva, trascinati da Edwards e Morgan, veri mattatori dell’incontro. La Germani, però, è lontana dall’ammainare bandiera bianca, e cerca di rimanere aggrappata all’inerzia della gara. La Virtus, però, forte di quanto costruito durante tutto l’arco della gara, inserisce il pilota automatico e, grazie ai cesti di Morgan e Alston, fanno calare il sipario sul PalaLeonessa A2A, legittimando quanto di buono espresso, e ritrovando il primo posto della classifica, in coabitazione con la Germani.