Brescia ipoteca il secondo posto e scrive la storia

GERMANI BRESCIA 92
BANCO DI SARDEGNA SASSARI 71
PARZIALI (27-16;30-15;15-24;20-16)
GERMANI BRESCIA: Ivanovic 12, Della Valle 13, Rivers 22, Ndour 6, Bilan 11, Nunn 15, Mobio 7, Ferrero 3, Santinon 3, Toure, Burnell ne, Cournooh ne. Allenatore: Matteo Cotelli.
BANCO DI SARDEGNA SASSARI: Zanelli, Buie 20, Beliauskas 12, McGlynn 14, VIncini 4, Mezzanotte 14, Seck 7, Casu, Ceron ne, Cipriano ne. Allenatore: Veljko Mrsic.
ARBITRI: Grigioni, Noce, Miniati.
La partita, sin dagli albori, corre sopra i binari dell’alta tensione. Entrambe le formazioni, infatti, giocano a viso aperto, esprimendo un flusso di gioco offensivo rapido e fruttuoso sotto il profilo realizzativo. Il Banco di Sardegna, sebbene abbia già salutato la massima serie, sospinta da Buie, intende onorare l’impegno, mettendo in difficoltà, tramite le iniziative di McGlynn e Vincini, la difesa casalinga. Tuttavia la Germani si compatta e, consapevole dell’importanza della posta in palio, accetta la sfida. Rivers e Della Valle decidono di caricarsi i compagni sulle spalle, scrivendo a referto punti preziosi che valgono il sorpasso e il timeout di coach Veljko Mrsic. Al ritorno sul parquet la musica non cambia e Brescia, con Nunn in cabina di regìa, sferra una fiammata alla Dinamo, chiudendo avanti di undici lunghezze alla prima sirena.
Il secondo quarto vede la Germani macinare gioco e riprendere da dove aveva lasciato. Coach Matteo Cotelli concede fiducia e minuti a Nunn, con l’obiettivo di fare prendere lui confidenza maggiore. E’ una scelta che paga, in quanto il nativo del Michigan non solo dimostra carisma in fase offensiva, ma si rende protagonista di alcune giocate difensive, che valgono punti facili in contropiede con Mobio a chiudere al ferro. Sassari, dal canto suo, prova a soffocare la fuga bresciana affidandosi alle iniziative individuali di Mezzanotte, un pilastro sotto le plance, e di Buie, scheggia in campo aperto. Tuttavia Brescia, complice l’unità di intenti collettiva e una maggiore motivazione, scava un solco profondo tra le parti e pesca il fondo del secchiello con facilità, facendo calare, virtualmente, il sipario sulla gara.
La ripresa delle ostilità è sparigliata da un parziale di 0-9 di targa sarda. La Dinamo, infatti, torna in campo a mente sgombra e, mediante i cesti di McGlynn e Buie, due tra i migliori nelle fila avversarie, obbliga coach Matteo Cotelli a sospendere il tempo, complice anche la scarsa efficacia offensiva dei biancoblu, al netto di conclusioni prese ad alta percentuale. Tocca a Mobio, dopo un’eternità, interrompere il digiuno bresciano con un cesto lungo la linea di fondo, a cui Della Valle fa eco con una bomba dall’angolo. Coach Matteo Cotelli, in un quarto dominato dal Banco di Sardegna, che riduce lo strappo a 10 lunghezze, spende un altro timeout strigliando a dovere la squadra. Messaggio recepito. La Germani ritrova la quadratura del cerchio e, trascinata dal binomio composto da Rivers e Nunn, costanti spine nel fianco sardo, portano la discrepanza a diciassette punti.
L’ultima frazione di gioco, sotto il profilo della cronaca, ha poco da raccontare ed avara di emozioni. Lo staff tecnico biancoblu, con l’intento di allungare le rotazioni e dosare le energie in viste degli ormai imminenti playoff, concede minuti meritati anche a Ferrero. Brescia, a culmine di una stagione regolare strepitosa, che vale il secondo posto finale, record societario di sempre. Un successo utile a riacquisire fiducia, concretezza e applicazione in previsione del momento clou dell’anno.
