La Germani cede il passo a Milano in gara 3

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 93
GERMANI BRESCIA 68
PARZIALI (19-18;25-25;23-10;26-15)
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: Ellis 3, Brooks 12, Shields 20, Leday 9, Nebo 8, Bolmaro 14, Mannion 10, Flaccadori 8, Diop 6, Ricci 2, Guduric 1, Tonut. Allenatore: Giuseppe Poeta.
GERMANI BRESCIA: Ivanovic 7, Della Valle 19, Rivers 2, Ndour 11, Bilan 2, Burnell 12, Massinburg 8, Mobio 4, Ferrero 2, Cournooh 1, Santinon, TOure ne. Allenatore: Matteo Cotelli.
ARBITRI: Lanzarini, Lo Guzzo, Perciavalle.
La disputa, sin dagli albori, corre sopra i binari dell’alta tensione. Shields e Della Valle, infatti, armano le rispettive mani e si caricano sulle spalle i compagni, i quali si affidano alle iniziative individuali dei due, soprattutto da oltre l’arco. La Germani, però, orchestrata da Ivanovic, cerca anche soluzioni interne e in avvicinamento al ferro, dove Bilan e Ndour, costringono i lunghi meneghini a spendere fallo. L’EA7, sospinta dal pubblico, cerca di imprimere alla sfida il proprio flusso di gioco offensivo, con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore al tiro. Brooks, dopo un cesto facile fallito da Bilan, ripristina l’equilibrio mediante un gioco da tre punti, dando una risposta convincente allo staff tecnico casalingo. Brescia rimane applicata e accetta la sfida, rincorrendo di un solo punto alla prima sirena, in seguito ad una correzione di Diop, bravo ad essere più lesto dei biancoblu a rimbalzo offensivo allo scadere.
Il secondo quarto è sparigliato da una tripla di Massinburg, chiamato in causa dopo due mesi di riposo forzato, dovuto ad un problema fisico, a cui Bolmaro fa eco con un backdoor sulla linea di fondo. Coach Matteo Cotelli getta nella mischia Mobio, il quale risponde presente, compiendo due furti preziosi nel pitturato ai danni di Diop. La Germani ne approfitta e, grazie alle rapide transizioni proposte da Burnell, pone quattro punti di distacco ai rivali. Tocca a Mannion, in uscita dalla panchina, scuotere in compagni realizzando un break personale di cinque punti che vale il sorpasso biancorosso. Brescia non si scompone e rimane in linea di galleggiamento, ma coach Matteo Cotelli decide di spendere un timeout per oleare alcuni dettagli, soprattutto sotto il profilo difensivo. Nebo, a fil di sirena, risponde a Burnell, artefice di una schiacciata, permettendo a Milano di tornare negli spogliatoi con la testa avanti di una lunghezza.
La ripresa delle ostilità vede un immediato strappo delle Scarpette Rosse, grazie a Nebo e Shields, che puniscono le disattenzioni della difesa bresciana. La Germani, nel frangente di maggior difficoltà, estrae gli artigli e, tramite il talento di Della Valle e Bilan, fino ad allora opaco, impatta ancora il risultato. Tuttavia l’Olimpia acquisisce rinnovata fiducia e, di conseguenza, continuità in chiave realizzativa, proponendo una rapida circolazione di palla, che, al netto della difesa biancoblu, consente ai padroni di casa di toccare un vantaggio di sette punti. E’ Della Valle, da capitano autentico, a interrompere il digiuno ospite, ma l’EA7 vive di fiammate e, proiettata da Ellis, conduce di nove punti, costringendo coach Matteo Cotelli a richiamare la squadra in panchina. Al ritorno sul parquet, piove sul bagnato per Brescia. La terna arbitrale, infatti, commina un giusto fallo antisportivo a Ivanovic e Milano ottiene, così, l’opportunità di allungare sulla doppia cifra di vantaggio, mentre la Germani litiga con il canestro, rimanendo a lungo ferma al palo.
L’ultima frazione di gioco ha poco da raccontare sotto il profilo della cronaca. I meneghini, infatti, forti del tesoretto accumulato e costruito nel terzo quarto, con pieno merito, soprattutto della tenuta difensiva, inseriscono il pilota automatico, limitandosi a gestire e ad arrotondare il vantaggio. La Germani cerca di alimentare un piccolo barlume di speranza con i propri giocatori di maggior esperienza provando a risalire la china. E’, però, un’impresa titanica. La Germani cede il terzo atto all’Olimpia Milano.
