La Germani perde gara 4 e Milano vola in finale

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 91
GERMANI BRESCIA 86
PARZIALI (23-15;23-23;22-19;23-29)
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: Ellis 4, Brooks 18, Shields 12, Leday 12, Nebo 14, Bolmaro 8, Ricci 8, Guduric 7, Diop 4, Mannion 4, Flaccadori ne, Tonut ne. Allenatore: Giuseppe Poeta.
GERMANI BRESCIA: Ivanovic 15, Della Valle 19, Rivers 4, Ndour 5, Bilan 19, Burnell 17, Cournooh 3, Massinburg 2, Mobio 2, Ferrero ne, Santinon ne, Toure ne. Allenatore: Matteo Cotelli.
ARBITRI: Rossi, Giovannetti, Quarta.
E’ Bilan, reduce da un opaco terzo atto, ad inaugurare l’incontro mediante un appoggio al tabellone derivato da un eccellente uso del piede perno, a cui Ndour, con un tiro in sospensione, fa eco dalla media distanza. L’EA7, però, si dimostra, fin da subito quadrata e cinica, punendo, soprattutto nel pitturato, grazie alle iniziative di Leday e Nebo, la difesa biancoblu e costruendo un break di 12-2. Tocca a Bilan interrompere il digiuno ospite tramite un gioco da tre punti, ma Shields percepisce l’odore del sangue con l’Olimpia che vola avanti di otto punti per il primo timeout di coach Matteo Cotelli. Al ritorno sul parquet la Germani, spinta dal solito Bilan, prova a tenere in linea di galleggiamento i compagni. Il talento dell’Olimpia, invece, ha più presa sulla tendenza della gara e i padroni di casa conducono di otto punti alla prima sirena.
Le Scarpette Rosse, agli albori del secondo quarto, riprendono da dove avevano lasciato, mantenendo, al netto dei cesti preziosi di Cournooh e Bilan una debita distanza, anche per merito di una bomba di Ricci, sempre tagliente agli occhi della Leonessa d’Italia. Tuttavia la Germani accetta la sfida, lottando su ogni pallone e cercando di costruire conclusioni ad alta percentuale, le quali, però, non trovano il fondo del secchiello. Guduric decide di salire in cattedra e, mediante il dinamismo in dote, taglia in due la difesa avversaria, costruendo un parziale personale di 5-0. Brescia pare accusare il colpo e rimane ferma al palo, complice la maggiore intensità difensiva proposta dai meneghini, con il solo Della Valle a dare nuova linfa ai compagni dalla linea della carità. Milano, dal canto suo, gioca una pallacanestro volitiva e risoluta che mette in difficoltà la Germani a fronte dell’abnegazione profusa in campo. L’EA7 prova a mettere la freccia e alla pausa lunga si ritrova avanti di otto punti, legittimando quanto di buono espresso durante la prima parte della gara.
La ripresa delle ostilità è spaccata da un botta e risposta sotto le plance tra Bilan e Nebo, due tra i migliori protagonisti della disputa. Della Valle, da autentico capitano, suona la carica mediante una tripla che riduce lo strappo a cinque punti. Tuttavia l’EA7, lungo il binomio formato da Shields e Leday, si scuote e, in un amen, confezione un break di 4-0, che vale il timeout di coach Matteo Cotelli, intenzionato a troncare sul nascere la valanga biancorossa. Al ritorno in campo, però, Shields e Bolmaro, tramite contropiedi fulminei a difesa scoperta, allungano lo strappo sulla doppia cifra di vantaggio. Il segreto dell’Olimpia è racchiuso anche nella rinnovata intensità difensiva e dalla maggior presenza e reattività nella lotta a rimbalzo difensivo. Brooks sale in cattedra e mostra a tutti i presenti il suo bagaglio tecnico, prima che Burnell, dalla linea della carità, muova il tabellino riportando la discrepanza sotto la doppia cifra, prima dei tiri liberi di Ellis a fil di sirena.
L’ultima frazione di gioco ha poco da raccontare sotto il profilo della cronaca. L’Emporio Armani, infatti, forte del tesoretto costruito durante l’arco dell’incontro, pur continuando ad esprimere la propria pallacanestro, gestisce senza patemi l’andamento della gara. La Germani, invece, cerca di mantenere vivo un flebile barlume di speranza, affidandosi ai propri veterani, ma è troppo tardi. L’EA7, di fatto, inserisce il pilota automatico e, sotto la direzione di Guduric in staffetta con Mannion, archivia la pratica strappando il biglietto per la Finale Scudetto e facendo calare il sipario sopra ad un’altra entusiasmante stagione della Germani Brescia.
